Conversazioni mai accadute ma plausibili

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Conversioni mai accadute ma plausibili tra aspiranti pubblicitari e potenziali datori di lavoro.

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«Salve, sto cercando lavoro. Ho una laurea in Design Management, un master in Brand Strategy e una specializzazione in Digital Marketing.»
«Mi dispiace, troppo qualificato.»
«Se tolgo la specializzazione?»
«Troppo qualificato.»
«Se levo anche il master?»
«Troppo qualificato.»
«Se elimino pure la laurea?»
«Va bene, ma ce l’hai almeno un diploma?»
«Certo che sì!»
«Mi dispiace, poco qualificato.»

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«Salve, sto cercando lavoro. Sono una persona dinamica, creativa e amante dell’arte in tutte le sue espressioni: i miei interessi spaziano dalla pittura alla musica, dal teatro al cinema, passando per la composizione di ikebana.»
«Mi dispiace, se sta cercando un altro modo di cazzeggiare chiami il circolo di cucito qui accanto.»

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«Salve, sto cercando lavoro. Sono un ragazzo socievole, dalle spiccate doti relazionali e con una grande predisposizione per il lavoro in team.»
«Mi dispiace, qua a ognuno piace farsi i cazzi suoi.»

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«Salve, vorrei lavorare nel mondo della pubblicità. Sono automunito, con patente B, e offro disponibilità per trasferte e viaggi all’estero.»
«Mi dispiace, qua da noi devi restare con il culo inchiodato alla sedia e se proprio vuoi uscire per la pausa caffè, ti attacchiamo al collare la catena corta.»

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«Salve, sto cercando lavoro nel mondo della comunicazione. Vi contatto perché sono rimasto particolarmente colpito dalla vostra agenzia, una realtà dinamica e innovativa, dotata di una spiccata sensibilità creativa.»
«Scusi, temo che tu abbia sbagliato numero.»

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«Salve, sto cercando lavoro. Mi vorrei candidare per una posizione di copywriter.»
«Mi dispiace, di gente che non sa fare un cazzo ne abbiamo già abbastanza.»

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«Salve, sto cercando lavoro. Sono una grafica con molta esperienza.»
«Perfetto, levi quello strano prefisso ‘gra-‘ dalla sua qualifica e si presenti domani alle nove.»

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«Salve, sto cercando lavoro. Mi vorrei candidare per una posizione di art director.»
«Mi dispiace, è disponibile solo una posizione a pecora.»
«Ho competenze anche in quello.»
«In stage.»
«Va bene lo stesso.»
«Ecco, lei è proprio la figura professionale di cui avevamo bisogno.»

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«Salve, sto cercando lavoro. Grazie all’esperienza maturata nella mia precedente occupazione, ho affinato la predisposizione a lavorare in gruppo, la capacità di problem solving e la resistenza allo stress.»
«Scusi, ma cosa faceva di preciso?»
«La casalinga.»

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Spett. Agenzia,

sto cercando lavoro nel mondo della comunicazione. Mi ritengo una ragazza dinamica e professionale (allego doc con il curriculum vitae), dotata di spiccata creatività (allego pdf con il mio portfolio) ed estremamente motivata (allego jpeg in alta risoluzione di una mia foto recente in costume da bagno).

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«Salve, sto cercando lavoro. Ho una laurea in Information Technology, un master in New Media Strategy e una specializzazione in Web Development.»
«Mi dispiace, poco qualificato.»
«So fare anche le fotocopie e il caffè.»
«Sei assunto.»

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«Ma te, dimmi, che lavoro fai?»
«Faccio il copywriter.»
«Cioè?»
«Scrivo le pubblicità.»
«Chissà quanti soldi prendi…»
«Mica tanti.»
«Chissà quante modelle vedi…»
«Mica tante.»
«E la tv le passa le tue cose?»
«No.»
«Ma te, dimmi, che lavoro hai detto che fai?»

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