10 recensioni su “Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati”

Sono passati circa sette mesi dall’uscita in libreria di Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati (Las Vegas edizioni) e il romanzo ha fatto parlare di sé sulla stampa e su tanti blog letterari. In questo post raccolgo 10 recensioni uscite tra il mese di maggio e quello di dicembre. Ne pubblicherò altre nei prossimi articoli.

GLI AMANTI DEI LIBRI

1 – avete trovato una bella storia,
2 – con una voce riconoscibile,
3 – che regala un denso momento di svago,
4 – e suscita anche più di un’emozione.

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MANGIALIBRI

Davide Bacchilega dà il meglio di sé: parlare di capolavoro non è affatto esagerato.

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GIRO DEL MONDO ATTRAVERSO I LIBRI

“Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati” è un romanzo giallo davvero scritto bene, scorrevole, dove la trama funziona come un meccanismo perfetto.

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LETTURE METROPOLITANE

La gente non sta bene, proprio per niente. Questo ho pensato mentre leggevo il romanzo di Davide Bacchilega: un giallo-noir che tira fuori il marcio della provincia romagnola, quello che di criminale e morboso si nasconde tra piadine e sangiovese.

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SENZAUDIO

Bacchilega, alla trama da romanzo giallo, affianca una carrellata di personaggi ben delineati, un’analisi profonda delle persone. Al punto che spesso dimentichi di essere alle calcagna dell’assassino e ti affezioni alle persone sperando che sopravvivano. Spesso non succede.

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LA LETTRICE RAMPANTE

Quella di Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati è stata una lettura sorprendente, di quelle che non riesci a mettere giù finché non arrivi alla fine da tanto ti prendono. E pazienza se mi ha fregata, con quel colpo di scena. Anzi, direi meglio così!

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84 CHARING CROSS

Non è facile costruire una storia composta da una catena di voci che prendono la parola per dire io e che si alternano, ognuna diversa e riconoscibile senza sembrare un’unica cosa indistinguibile. Davide Bacchilega ci riesce.

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RIGHE VAGHE

Si ride in questo libro. Nonostante ci siano morti una riga sì e una no.

Mi è piaciuto, sì. Per come si dicono le cose senza troppo fronzoli. Per i momenti anche commoventi che son venuti fuori bene, nonostante tutto il nero e la nebbia del libro. Perché, come dico sempre, un libro che mi lascia col sorriso sulle labbra, il cuore che batte forte, e anche un po’ di irritazione, mi ha dato qualcosa.

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GRAPHO MANIA

Il lettore arriva alla fine con la sensazione che nulla sia stato anticipato prima del tempo: le connessioni, i colpevoli, le piccole bugie si scoprono tutte negli ultimi capitoli, dedicati a giorni dell’anno nuovo. Futuro. Diverso.

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LA LEGGIVENDOLA

Belli i personaggi e la loro caratterizzazione, resa ottimamente l’atmosfera squallida e catramosa della Romagna che sta sotto alla Romagna vacanziera. Apprezzabilissime le mutazioni da un narratore all’altro, il modo in cui i capitoli e i personaggi si legano tra loro. Va da sé che lo consiglio, diamine.

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